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2 Pensiero
Cara zia,
Grazie a te ogni angolo del Carmine contiene una storia. I campi nei quali venivano seminate patate e verdure, e dove una volta ci fú un incendio. Le stanze che in passato erano una stalla con qualche capra e gallina. Il pozzo con la statua della Madonna. La lunga camminata salendo su da Acqui dopo il mercato, quando ancora non tutti avevano la macchina. L’arrivo dei soldati tedeschi durante la guerra proprio nel nostro angolo di campagna. Ma anche le serate a ballare con gli altri giovani dei paesini circostanti – chissá che abiti indossavi allora? Io ti ho sempre vista vestita di scuro, ma mi piace pensare che fossero stati colorati.
Sei stata l’anello che ha connesso varie generazioni tra di loro, nonostante il passare del tempo e le distanze. Ogni volta che ti vedevamo, ti facevamo talmente tante domande sul passato e tu ti ricordavi ogni dettaglio. Grazie a te, io e Camilla abbiamo ottenuto un chiaro senso d’origine, identitá e appartenenza che altrimenti non avremmo avuto.
Le tue storie ci hanno rese orgogliose di essere delle Giachero, anche se di Giachero ce ne sono pochi. Hai trasmesso l’orgoglio di una vita dignitosa, basata sul lavoro sodo e al rispetto dei ritmi della natura. Eri sempre onesta e quindi i tuoi racconti non erano soltanto sentimentali o nostalgici, a volte invece erano scanditi dalle difficoltà ed ingiustizie che hai dovuto affrontare da giovane donna quando di diritti ce n’erano pochi.
Grazie zia anche per il tuo esempio sul come si dovrebbe vivere la fede religiosa. Spesso la fede degli anziani viene banalizzata, data per scontata solo perché siete di una generazione diversa. Mentre dietro alla tua c’erano una sinceritá genuina e la determinazione di scegliere di credere anche quando farlo è difficile. Mi ricordo, ad esempio, quando un nostro parente, Carletto, stava male e tu ci dissi di aver chiesto a Dio di prendersi te invece di lui.
Sui tuoi mobili c’era sempre la foto incorniciata di tuo marito e ogni volta che venivamo a trovarti, si commentava sempre ‘ma quanto era bello!’. Noi purtroppo non l’abbiamo mai conosciuto. Nello stesso modo, ci saranno nuove generazioni che non potranno conoscere te. Ma faremo incorniciare una tua foto e quando qualcuno ci chiederá chi fossi, inoltre a dire ‘era cosí bella!’ diremo sicuramente anche ‘ed era proprio forte!’.
Cara zia, 100 anni effettivamente sono tanti e li hai vissuti meglio della maggior parte delle persone, ma adesso ti aspetta la vita eterna che è più lunga ancora – goditi quindi gli abbracci dei tuoi genitori, di tua sorella, tuo fratello, tuo marito, e di altri parenti ed amici che hanno attraversato questa soglia prima di te. Questa volta tra di voi non ci saranno più addii.
Le tue figlie ti hanno sempre accudito,ora tocca a te da lassù